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il nome di Dio ... nelle chiese di tutto il mondo: http://www.rumburak.friko.pl/BIBLIA/JHWH/italia/index.php 

ecco il nome di Dio: http://www.watchtower.org/i/20040122/article_01.htm

Usato da Gesù e dai discepoli. Ai giorni di Gesù e dei discepoli il nome divino compariva senz’altro nelle copie delle Scritture, sia nei manoscritti in ebraico che in quelli in greco. Gesù e i discepoli usavano dunque il nome divino nel parlare e nello scrivere? Dal momento che Gesù condannava le tradizioni farisaiche (Mt 15:1-9), sarebbe del tutto irragionevole concludere che Gesù e i discepoli si lasciassero influenzare al riguardo da idee farisaiche (come quelle riportate nella Mishnàh). Il nome stesso di Gesù significa "Geova è salvezza". Egli disse: "Sono venuto nel nome del Padre mio". (Gv 5:43) E insegnò ai suoi seguaci a pregare: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome". (Mt 6:9) Le sue opere, disse, erano compiute "nel nome del Padre" (Gv 10:25), e in preghiera, la sera prima di morire, disse che aveva reso manifesto ai discepoli il nome del Padre suo e chiese: "Padre santo, vigila su di loro a motivo del tuo nome". (Gv 17:6, 11, 12, 26) Perciò, quando citava o leggeva le Scritture Ebraiche, Gesù certamente usava il nome divino, Geova. (Cfr. Mt 4:4, 7, 10 con De 8:3; 6:16; 6:13; Mt 22:37 con De 6:5; Mt 22:44 con Sl 110:1; e Lu 4:16-21 con Isa 61:1, 2). Logicamente i discepoli di Gesù, fra cui gli scrittori ispirati delle Scritture Greche Cristiane, avranno seguito in questo il suo esempio.

 

GEOVA

[forma causativa, all’imperfetto, del verbo ebr. hawàh (divenire): "Egli fa divenire"].

Nome proprio di Dio. (Isa 42:8; 54:5) Anche se nelle Scritture gli sono attribuiti titoli descrittivi come "Dio", "Sovrano Signore", "Creatore", "Padre", "l’Onnipotente" e "l’Altissimo", la sua personalità e i suoi attributi — chi e che cosa è — sono pienamente espressi e riassunti solo da questo nome personale. — Sl 83:18.

 

La pronuncia corretta del nome divino. "Geova" è la più nota forma italiana del nome divino, anche se in prevalenza gli ebraicisti preferiscono la forma "Yahweh". Nei manoscritti ebraici più antichi compare il nome scritto con quattro consonanti, comunemente chiamato il Tetragramma (dal gr. tètra, "quattro", e gràmma, "lettera"). Queste quattro lettere (scritte da destra a sinistra) sono יהוה e si possono traslitterare con le lettere YHWH (o JHVH).

Le consonanti ebraiche del nome sono dunque note. Il problema è quali vocali aggiungere. I segni vocalici sono stati introdotti nell’ebraico solo nella seconda metà del I millennio E.V. - Inoltre, a motivo di una superstizione religiosa che risaliva a secoli prima, la vocalizzazione dei manoscritti ebraici non permette di determinare quali vocali dovrebbero comparire nel nome divino.

 

Perché tratta con esseri umani imperfetti. Le sue giuste norme permisero a Geova di trattare la progenie di Adamo ed Eva in modo diverso dai loro genitori. Perché? Per la ragione che i discendenti di Adamo avevano ereditato il peccato, e quindi iniziato involontariamente la vita come creature imperfette con la tendenza innata a sbagliare. (Sl 51:5; Ro 5:12) La misericordia verso di loro era dunque giustificata. La prima profezia di Geova (Ge 3:15), pronunciata contemporaneamente alla condanna in Eden, indicava che la ribellione dei suoi primi figli umani (e anche di uno dei suoi figli spirituali) non aveva amareggiato Geova né inaridito il suo amore. Quella profezia additava in termini simbolici un rimedio per la situazione prodotta dalla ribellione e un ritorno alle perfette condizioni originali, ma il pieno significato fu rivelato millenni dopo. — Cfr. i relativi simbolismi: "serpente", "donna" e "seme", in Ri 12:9, 17; Gal 3:16, 29; 4:26, 27.

Da migliaia d’anni i discendenti di Adamo continuano a esistere sulla terra, benché imperfetti e morituri, incapaci di sottrarsi alla stretta mortale del peccato. L’apostolo cristiano Paolo spiegò la ragione per cui Geova l’ha permesso: "La creazione fu sottoposta alla futilità, non di propria volontà, ma per mezzo di colui che la sottopose [cioè Geova Dio], in base alla speranza che la creazione stessa sarà pure resa libera dalla schiavitù della corruzione e avrà la gloriosa libertà dei figli di Dio. Poiché sappiamo che tutta la creazione continua a gemere insieme e ad essere in pena insieme fino ad ora". (Ro 8:20-22) Come viene spiegato alla voce PRESCIENZA, PREORDINAZIONE, nulla indica che Geova abbia deciso di usare le sue facoltà di discernimento per prevedere la disubbidienza della coppia originale. Ma una volta avvenuta, Geova preordinò il modo per correggere la situazione. (Ef 1:9-11) Questo sacro segreto, racchiuso in origine nei simboli della profezia edenica, fu alla fine pienamente rivelato nell’unigenito Figlio di Geova, inviato sulla terra affinché potesse "rendere testimonianza alla verità" e affinché "per immeritata benignità di Dio egli gustasse la morte per ogni uomo". — Gv 18:37; Eb 2:9; vedi RISCATTO.

La benedizione di Dio e i suoi rapporti con certi discendenti del peccatore Adamo non costituivano dunque alcun mutamento nelle sue norme di perfetta giustizia. Non significavano che egli approvasse la loro condizione peccaminosa. Dal momento che l’adempimento dei suoi propositi è assolutamente certo, Geova "chiama le cose che non sono come se fossero" (per esempio chiamando Abramo "Abraamo", che significa "padre di una folla [moltitudine]", quando non aveva ancora figli). (Ro 4:17) Sapendo che a suo tempo (Gal 4:4) avrebbe provveduto un riscatto, il mezzo legale per perdonare il peccato ed eliminare l’imperfezione (Isa 53:11, 12; Mt 20:28; 1Pt 2:24), Geova è stato coerente nel trattare con uomini imperfetti, che hanno ereditato il peccato, e averli al suo servizio. Questo perché aveva una valida base per considerarli giusti a motivo della loro fede nelle sue promesse e poi nell’adempimento di quelle promesse in Cristo Gesù, il perfetto sacrificio per i peccati. (Gc 2:23; Ro 4:20-25) Quindi il provvedimento del riscatto con i suoi benefìci è una straordinaria testimonianza non solo dell’amore e della misericordia di Geova, ma anche della sua fedeltà alle eccelse norme di giustizia, poiché con la disposizione del riscatto egli manifesta "la sua propria giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto anche quando dichiara giusto l’uomo [benché imperfetto] che ha fede in Gesù". — Ro 3:21-26; cfr. Isa 42:21;

 

La Preghiera del Signore: Cosa significa per voi?

LA PREGHIERA insegnata da Gesù Cristo nel Sermone del Monte è riportata nella Bibbia in Matteo capitolo 6, versetti da 9 a 13. Poco prima di insegnare questa preghiera, Gesù disse: "Nel pregare, non dite ripetutamente le stesse cose, come fanno le persone delle nazioni, poiché esse immaginano di essere ascoltate per il loro uso di molte parole". — Matteo 6:7.

È chiaro, dunque, che Gesù non intendeva che si dovesse recitare parola per parola, anche se successivamente ripeté questa preghiera a beneficio di altri ascoltatori. (Luca 11:2-4) Ma nei Vangeli di Matteo e di Luca è formulata in modo un po’ diverso. Inoltre nelle preghiere pronunciate in seguito, Gesù e i discepoli non usarono le esatte parole della preghiera modello.

Perché la Preghiera del Signore è riportata nella Bibbia? Con questo modello Gesù ci insegna a pregare in maniera gradita a Dio. In questa preghiera troviamo anche la risposta ad alcune delle domande fondamentali che riguardano la vita. Prendiamola dunque in esame, frase per frase.

Qual è il nome di Dio?

"Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome". (Matteo 6:9) Le parole iniziali della preghiera modello ci insegnano a rivolgerci a Dio chiamandolo "Padre nostro". Come un bambino, che è naturalmente attratto da un genitore amorevole e comprensivo, possiamo rivolgerci al nostro Padre celeste sicuri che desidera ascoltarci. "O Uditore di preghiera", cantò il re Davide, "sì, a te verranno persone di ogni carne". — Salmo 65:2.

Gesù ci insegna a pregare che il nome di Dio sia santificato, o ritenuto santo. Ma qual è il nome di Dio? La Bibbia risponde con queste parole: "Tu, il cui nome è Geova, tu solo sei l’Altissimo su tutta la terra". (Salmo 83:18) Avete mai letto il nome Geova nella Bibbia?

In effetti il nome di Dio, Geova, compare quasi 7.000 volte negli antichi manoscritti biblici. Tuttavia alcuni traduttori si sono permessi di eliminare questo nome nelle loro versioni della Bibbia. Giustamente, quindi, preghiamo che il nostro Creatore santifichi il suo nome. (Ezechiele 36:23) Per essere coerenti dovremmo quindi usare il nome Geova quando preghiamo.

Patricia aveva ricevuto un’educazione cattolica e conosceva bene il "Padrenostro". Quale fu la sua reazione quando una testimone di Geova le fece vedere il nome di Dio nella Bibbia? "Non potevo crederci!", ha esclamato. "Perciò tirai fuori la mia traduzione della Bibbia, e c’era anche lì. Allora la Testimone mi lesse Matteo 6:9, 10 e mi spiegò che il nome di Dio si ricollega alla Preghiera del Signore. Questo mi colpì profondamente e le chiesi di studiare la Bibbia con me".

Sulla terra si deve compiere la volontà di Dio

"Venga il tuo regno. Si compia la tua volontà, come in cielo, anche sulla terra". (Matteo 6:10) Come si adempiranno queste parole della preghiera insegnata da Gesù? La maggioranza immagina il cielo come un luogo di pace e serenità. Le Scritture definiscono il cielo l’"alta dimora di santità e bellezza" di Geova. (Isaia 63:15) Proprio per questo preghiamo che la volontà di Dio si compia sulla terra "come in cielo". Ma arriverà mai quel tempo?

Daniele, profeta di Geova, predisse: "L’Iddio del cielo stabilirà un regno che non sarà mai ridotto in rovina. E il regno stesso non passerà ad alcun altro popolo. Esso stritolerà tutti questi regni e porrà loro fine, ed esso stesso sussisterà a tempi indefiniti". (Daniele 2:44) Questo Regno, o governo celeste, entrerà presto in azione e mediante il suo giusto dominio porterà la pace su tutta la terra. — 2 Pietro 3:13.

Pregare che venga il Regno di Dio e che si faccia la sua volontà in terra è un’espressione di fede che non andrà delusa. Giovanni, apostolo di Cristo, scrisse: "Udii un’alta voce dal trono dire: ‘Ecco, la tenda di Dio è col genere umano ed egli risiederà con loro, ed essi saranno suoi popoli. E Dio stesso sarà con loro. Ed egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più cordoglio né grido né dolore. Le cose precedenti sono passate’". Quindi aggiunse: "E Colui che sedeva sul trono disse: . . . ‘Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veraci’". — Rivelazione (Apocalisse) 21:3-5.

La preghiera e le nostre necessità materiali

Con quello che disse nella preghiera modello, Gesù indicò che quando preghiamo dovremmo preoccuparci prima di tutto del nome e della volontà di Dio. Comunque la preghiera continua con richieste di natura personale che è appropriato rivolgere a Geova.

La prima è: "Dacci oggi il nostro pane per questo giorno". (Matteo 6:11) Non chiediamo di diventare ricchi. Gesù ci incoraggiò a chiedere "il nostro pane per il giorno secondo l’esigenza del giorno". (Luca 11:3) In armonia con la Preghiera del Signore possiamo pregare con la certezza che Dio, se lo amiamo e gli ubbidiamo, provvederà alle nostre necessità quotidiane.

L’eccessiva preoccupazione dovuta a problemi economici potrebbe portarci a trascurare i nostri bisogni spirituali e quindi a non fare quello che Dio si aspetta da noi. Se invece l’adorazione di Dio ha il primo posto nella nostra vita, possiamo essere sicuri che le nostre preghiere riguardanti necessità materiali, come cibo e vestiario, saranno esaudite. Gesù disse: "Continuate . . . a cercare prima il regno e la Sua giustizia, e tutte queste altre cose vi saranno aggiunte". (Matteo 6:26-33) Non è facile cercare la giustizia di Dio, perché tutti siamo peccatori e bisognosi di perdono. (Romani 5:12) La Preghiera del Signore tiene conto anche di questo.

Le nostre preghiere e il perdono

"Perdonaci i nostri debiti, come anche noi li abbiamo perdonati ai nostri debitori". (Matteo 6:12) Nella Preghiera del Signore riportata in Luca questi "debiti" sono definiti "peccati". (Luca 11:4) Geova Dio perdonerà davvero i nostri peccati?

Benché avesse commesso peccati gravi, Davide, re dell’antico Israele, si pentì e pregò con fiducia: "Tu, o Geova, sei buono e pronto a perdonare; e l’amorevole benignità verso tutti quelli che ti invocano è abbondante". (Salmo 86:5) È davvero confortante! Il nostro Padre celeste è "pronto a perdonare" i peccati di coloro che lo invocano con contrizione. Proprio come si può cancellare completamente un debito, così Geova Dio può perdonare del tutto i nostri peccati.

Tuttavia Gesù menzionò una condizione: per essere perdonati da Dio dobbiamo perdonare i nostri simili. (Matteo 6:14, 15) Il giusto Giobbe era stato tartassato dai tre compagni, ma li perdonò e persino pregò per loro. (Giobbe 42:10) Se perdoniamo chi pecca nei nostri confronti, Dio se ne compiacerà e potremo beneficiare della sua misericordia.

La disponibilità di Dio ad ascoltare le nostre suppliche dovrebbe spingerci a ricercare la sua approvazione, pur essendo imperfetti. (Matteo 26:41) Anche in questo Geova ci può aiutare, come dimostrò Gesù concludendo la preghiera modello con una richiesta fondamentale.

L’aiuto per rimanere sulla retta via

"Non ci condurre in tentazione, ma liberaci dal malvagio". (Matteo 6:13) Geova non ci abbandona alla tentazione né ci fa cadere nel peccato. La sua Parola dice: "Con i mali Dio non può essere provato né egli stesso prova alcuno". (Giacomo 1:13) Dio permette che siamo tentati, ma ci può liberare dal grande Tentatore: il "malvagio", Satana il Diavolo.

L’apostolo Pietro avvertì i compagni di fede: "Mantenetevi assennati, siate vigilanti. Il vostro avversario, il Diavolo, va in giro come un leone ruggente, cercando di divorare qualcuno". (1 Pietro 5:8) Infatti Satana il Diavolo tentò persino l’uomo perfetto Gesù Cristo. Qual era il suo obiettivo? Allontanarlo dalla pura adorazione di Geova Dio. (Matteo 4:1-11) Se cercate di servire Dio, tenterà di divorare anche voi.

Tramite il mondo che è in suo potere, il Diavolo può spingerci a fare cose che Dio disapprova. (1 Giovanni 5:19) Quindi è indispensabile chiedere regolarmente aiuto a Dio, specie di fronte a una tentazione persistente. E se lo adoriamo come insegna la sua Parola ispirata, la Bibbia, Geova ci libererà aiutandoci a resistere al Diavolo. "Dio è fedele", ci dice la Bibbia, "e non lascerà che siate tentati oltre ciò che potete sopportare". — 1 Corinti 10:13.

La fede in Dio è indispensabile

È incoraggiante sapere che il nostro Padre celeste si interessa di ciascuno di noi. Addirittura dispose che suo Figlio, Gesù Cristo, ci insegnasse a pregare. Certamente questo ci induce a voler avere il favore di Geova Dio. Come possiamo riuscirci?

La Bibbia dice: "Senza fede è impossibile essere accetti a lui, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che è il rimuneratore di quelli che premurosamente lo cercano". (Ebrei 11:6) In che modo si può ottenere questa fede? "La fede segue ciò che si ode", spiega la Bibbia. (Romani 10:17) I testimoni di Geova parlano volentieri di argomenti scritturali con chiunque desideri servire Dio con vera fede.

Speriamo che questo articolo vi abbia aiutato ad apprezzare maggiormente il significato della Preghiera del Signore. Continuando ad acquistare conoscenza di Geova e delle ricompense in serbo per "quelli che premurosamente lo cercano", potrete rafforzare la vostra fede in Dio. Vi incoraggiamo a conoscere meglio lui e i suoi propositi in modo da avere per sempre un’intima relazione con il vostro Padre celeste. — Giovanni 17:3.